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"I grandi movimenti sono meno efficaci dei piccoli movimenti. I piccoli movimenti sono meno efficaci dell'immobilità
L'immobilità è il movimento eterno." (Wang Xiang Zhai)
Introduzione -
La comparsa dello Yi Quan -
Lo studio dello Yi Quan
Movimenti (immagini)
INTRODUZIONE

Conosciuto anche con il nome di Da Cheng Chuan,
lo stile fu fondato dal mitico Wang Xiang Zhai (1890-1963), il quale nacque
nella provincia dello Hebei ed ebbe la fortuna, fin da ragazzo, di essere
allievo di uno dei piú celebri maestri di Xing Yi Quan dell'epoca: Guo Yu Shen.
Morto il suo maestro, Wang cominció una vita errabonda che lo portò per piú di dieci anni a viaggiare per la Cina alla ricerca di maestri
ed esperti con cui studiare e confrontarsi.
Alla fine di questo lungo itinerario esistenziale e marziale, Wang Xiang Zhai creò un'arte che andava al cuore stesso della sostanza delle arti di combattimento e la chiamò
Yi Quan, ovvero boxe della mente.
Yi Quan è la denominazione che ha prevalso negli anni venti per distinguerlo dallo Xing Yi. Nello Xing Yi, a detta di Wang, si dava troppa importanza alla tecnica a discapito del mentale e dell'emotivo.
Un nome che alcuni seguaci vollero dare alla sua arte è Da Cheng Quan, o boxe della grande riuscita, ma Wang preferiva il proprio nome, ritenendo che un'arte marziale non giunge mai a compimento.
LA COMPARSA DELLO YI QUAN

Lo Yi Quan nacque nel 1925, frutto degli sforzi del M° Wang Xiang Zhai, volti al ritorno alla pratica tradizionale del kung fu.
Il M° Wang Xiang Zhai
Egli sviluppa un'arte che preserva la salute, pur conservando un metodo di combattimento efficace. Secondo il M° Wang Xiang Zhai la pratica delle forme a lungo termine, non permette al cervello ed al suo strumento principale, il pensiero, di dirigere correttamente il movimento; di conseguenza i muscoli, i tendini e le articolazioni non svolgono
il loro compito correttamente. Anche dal punto di vista marziale ci sono delle
incoerenze: come si possono infatti prevedere le reazioni dell'avversario?
La loro applicazione in combattimento resta illusoria e perciò l'utilità
dubbia. Quanto ai contenuti marziali, questo stile mira ad ottenere lo zheng ti o integrazione globale della forza, che è la porta d'accesso al fa li o energia esplosiva.
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LO STUDIO DELLO YI QUAN

La base della pratica dello Yi Quan sono le posizioni statiche (zhan zhuan gong). Si tratta di posture nelle quali si creano delle immagini animate dal pensiero, o intenzione
(yi). Il pensiero stimola differenti aree del cervello e sviluppa le capacità sensoriali dell'individuo; le fascie muscolari obbediscono ai comandi del sistema nervoso centrale e le articolazioni agiscono come leve. L'energia vitale (qi), che esiste
in tutte le persone, viene alimentata e tutto il corpo si muove allo stesso
tempo. La mente, attraverso il pensiero, controlla l'energia vitale che a
sua volta controlla la forza che può essere esteriorizzata attraverso
i sette punti: testa, mani, gomiti, spalle, glutei, ginocchia, piedi. Durante la pratica di zhan chuan kong i praticanti devono dirigere la forza, attraverso delle immagini prestabilite, verso le sei direzioni fondamentali: alto, basso, avanti, indietro, laterale, sinistra
e destra. Così come nelle due direzioni complementari, circolare verso
sinistra e verso destra. Questo tipo di allenamento viene definito radicamento.
Normalmente chiunque è in grado di tirare, spingere o colpire con le
braccia. Fare lo stesso usando la forza di tutto il corpo, e non solo di
parti separate, è il frutto del lavoro del praticante di arti marziali.
Ma ciò non è possibile senza gli esercizi di radicamento...Naturalmente tutto va fatto seguendo i due principi base degli stili interni: il rilassamento profondo e l'attività mentale
che costituiscono il vero "cuore" dell'arte. Lo stile Yi Quan, attraverso le tecniche che propone, migliora le proprie prestazioni qualunque sia la propria pratica,
mantenendo nel contempo le migliori condizioni fisiche durante tutto l'arco
della vita, come il kung fu tradizionale insegna.
Didattica. Il sistema di studio dello Yi Quan si articola in sette fasi
distinte.
PRIMA FASE: Zhan Zhuang - pratica delle posizioni statiche.
Si potrebbe descrivere questi esercizi come "cercare il
movimento nel non movimento". Si usano delle immagini per attivare l'energia.
Si impara a sentire la forza e a dirigerla nelle sei direzioni principali.
L'immobilità rappresenta l'equilibrio nel movimento. La staticità
è la sintesi del movimento.
SECONDA FASE: Shi Li - movimenti lenti.
 Gli esercizi di Shi Li vi permettono di provare in movimento la forza che avete sviluppato nelle posizioni statiche. Come nelle posizioni di Zhan Zhuang si ricerca la forza nel rilassamento.
TERZA FASE: Moca Bu - esercizi di camminata (o Shi Li in movimento).
 Si impara a camminare mantenendo le sensazioni sviluppate in precedenza. Si avanza lentamente acquisendo la capacità di controllo sugli arti inferiori.
QUARTA FASE: Fa Li (o Fa Jing) - emissione della forza.
Gli esercizi di Fa Li sono la prova del nove del lavoro precedente;
la prova della raggiunta capacità di emettere la forza esplosiva. La
forza di tutto il corpo deve essere coordinata in modo preciso e rilassato.
E'fondamentale aver appreso correttamente le fasi precedenti.
QUINTA FASE: Shi Sheng - emissione del suono.
 Gli esercizi di Shi Sheng sono emissioni di suono sincronizzate con l'emissione della forza (è l'equivalente del kiai nel Karate,
che tra l'altro è un termine improprio dato che si dovrebbe chiamare
kensei, cioé l'urlo). Urlare può influenzare psicologicamente
l'atteggiamento dell'avversario causando quantomeno esitazione, anche se questo
non è l'unico scopo del Shi Sheng.
SESTA FASE: Tui Shou - esercizi di spinta con le mani.
 Gli esercizi di Tui Shou dello Yi Quan sono simili a quelli del Tai Ji. Durante la pratica si impara a controllare l'avversario "difendendo ed usando la linea centrale", a sentire la potenza e la direzione della forza dell'avversario, i suoi punti
deboli e forti, la sua abilitá di rimanere bilanciato. Tutto questo
sviluppa l'abilitá del combattente nel controllare l'avversario, cambiare
le sue direzioni di forza, portarlo in posizioni scomode ed aprire "varchiê
dove portare gli attacchi. E' quindi preparatorio al combattimento.
SETTIMA FASE: San Shou - il significato originale è combattimento reale.
 San Shou è imparare a combattere. San Shou è strettamente relazionato al Tui Shou: "Nel Tui Shou c'è San Shou e nel San
Shou c'è Tui Shou". Chi pratica Yi Quan è interessato al
combattimento senza tanti fronzoli o movimenti non necessari. Si usano tutte
le parti del corpo. Oltre ai pugni ed ai calci si usano gomiti, ginocchia,
anche, spalle e la testa. Il combattimento col tempo si avvicina sempre più
allo scontro reale. Non si imparano forme o tecniche complicate. Esercizi
complementari sono: allenarsi a ricevere colpi, utilizzo dei pao e
allenamenti al sacco che servono a verificare la forza sviluppata con gli
esercizi di Zhan Zhuang, Shi Li e Fa Li. Il "footwork", morbido
e veloce, è un'altra componente importante del sistema. Quando si sono percorse TUTTE le fasi il lavoro può procedere a piacere. Si possono allenare le singole fasi
o si può scegliere di volta in volta l'esercizio che si vuole praticare in quel momento.
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