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Introduzione - Storia - Caratteristiche del Tai Ji Quan - Il Tai Ji della Famiglia Chen -
Come regolare la pratica giornaliera del Tai Ji - Il Dao del Tai Ji Quan
Movimenti (immagini)
INTRODUZIONE

Il Tai Ji Quan
è un'antica arte marziale cinese che affonda le sue radici nella filosofia Taoista e si ispira ai principi dello Yin e dello Yang. Tramandato segretamente per generazioni ha conservato tutti i "segreti" per acquisire la vera forza, un traguardo sempre ambito e perseguito dai sinceri praticanti di ogni arte marziale. Il praticante di Tai Ji è totalmente impegnato nella ricerca dell'equilibrio fra mente e corpo. La sua pratica costante disciplina la mente, rinforza il corpo e sviluppa la forza energetica (Qi). Il Tai Ji Quan si pone, come sistema di combattimento, al di sopra degli altri perché fornisce un metodo che agisce direttamente sull'energia interna (per questo motivo è chiamato stile interno), in grado di sconfiggere qualsiasi applicazione
della forza (forza fisica, muscolare) impiegata nele altre arti marziali.
STORIA DEL TAI JI QUAN DELLA FAMIGLIA CHEN

Non ci sono certezze assolute riguardo la fondazione del Tai Ji data l'antichità dell'arte e la sua complessa evoluzione. Fra le molte ipotesi tratteremo qui una versione che deriva dagli studi effettuati da Tang Hao. Tang Hao era allievo di Chen Fa Ke (1887-1957) e maestro della 17 generazione di Tai Ji Quan stile Chen. In quanto profondo amante del gong fu, cercò di scoprire l'origine dello stile del quale era maestro recandosi diverse volte, tra il 1930 e il 1932, nel villaggio di Chen Jia Gou, nello Henan, per svolgere ricerche e raccogliere documenti. Alla fine delle sue consultazioni Tang venne a capo dei seguenti dati. Il Tai Ji Quan dello stile Chen fu fondato da Chen Wang Ting (1600-1680) verso la fine della dinastia Ming, nel villaggio di Chen Jia Gou che sin dall'epoca era abitato prevalentemente da membri appartenenti al clan dei Chen. I primi testi letterari riguardanti la storia dello stile sono le "Liriche dei principi fondamentali del Kung Fu" e i "Saggi sulle Poesie dello Stile Antico", scritti entrambe da Wang Ting. Da giovane Wang Ting imparò il kung fu dal padre e quando diventò adulto intraprese la carriera militare diventando generale e distinguendosi per il suo coraggio e per la sua abilità. Con il passare degli anni Chen Wang Ting perse interesse nella vita militare e preferì ritornare alla propria città natale con lo scopo di trascorrere una vita serena e tranquilla, dedicandosi di giorno all'agricoltura ed insegnando arti marziali nel tempo libero con lo scopo di promuovere la salute. Fu proprio in questo periodo che il maestro Chen si accorse di quanto fosse efficace e micidiale la pratica del Wai Jia e di quanto fosse morbida
la pratica di alcuni esercizi di Qi Gong. Così, in seguito a molti esperimenti e prove, con l'aiuto delle tecniche elaborate dal maestro Qi Ji Guang e dei suoi studi sui meridiani, sulla teoria dei 5 elementi e dello Yin e Yang, negli ultimi anni della sua vita elaborò la prima versione del Tai Ji Quan stile Chen, comprendente di 108 movimenti, 5 forme, una forma del Pao Chui, la forma del Chang Quan, varie forme con le armi, ed un esercizio molto simile al tui shou nel quale si dava enfasi al realismo marziale evitando però di produrre lesioni gravi ai praticanti. Il nuovo stile di Tai Ji così creato continuò ad essere trasmesso per molte generazioni all'interno della famiglia Chen, divenuta così gelosa della propria arte marziale da rifiutarsi di insegnarla
a chiunque non appartenesse al clan dei Chen. Il primo a rompere questa tradizione secolare,
almeno parzialmente, fu Yang Lu Chan (1797-1872)
che apprese lo stile dal maestro di quattordicesima generazione Chen Chang Xing (1771-1853), noto per aver modificato lo stile trasformandolo nella configurazione a noi nota di due forme.
Yang Lu Chan (1797-1872)
Stando alle documentazioni, il maestro Chang Xing aprì una scuola presso l'abitazione di un suo caro amico che aveva un modesto negozio di erbe medicinali. Il giovane Yang era uno dei suoi dipendenti e il caso
volle che la sua abitazione fosse proprio accanto allo spazio usato dai Chen
per gli allenamenti. Un giorno Lu Chan assistette furtivamente ad una sessione di allenamento di Chen Cheng Xiang e rimase così affascinato che decise di imparare il Tai Ji a tutti i costi. Yang era cosciente non poter apprendere l'arte dei Chen, ma la sua volontà era così forte che il giovane iniziò ad esercitarsi da solo di nascosto, spiando le lezioni e facendo tesoro delle correzioni che il maestro muoveva ai suoi alunni. Quando poi
Chen Chang Xiang si accorse dell'accaduto e vide Yang allenarsi, mosso dalla sua sincerità e colpito dal suo potenziale, decise di prenderlo come
allievo ufficiale nonostante non fosse un Chen. Dopo essersi addestrato nel Tai Ji per 18 anni sotto la severa guida di Chen Chang Xiang, Yang Lu Chan
raggiunse un livello molto alto che gli permise di insegnare presso diverse residenze imperiali. Nel corso dei suoi insegnamenti, Yang decise di apportare delle modifiche alla forma originale "ammorbidendola". Tolse infatti i movimenti più "duri" come i salti, il battere a terra ed i fa jin. Questi
cambiamenti, che nacquero dall'esigenza di rendere l'insegnamento del Tai Chi più accessibile, furono ulteriormente accentuati dai figli di Yang, e portati all'estremo dal nipote Yang Chen Fu (1883-1936) che diede al Tai Chi della famiglia Yang la sua attuale struttura. Chen Fa Ke (1887-1957)
Nel panorama delle arti marziali, in epoca moderna è stato molto importante il contributo del maestro di diciasettesima generazione Chen Fa Ke (1887-1957), il quale è stato il primo a divulgare apertamente il Tai Chi Chuan della sua famiglia. Il M° Chen Fa Ke è solo grazie a lui se dal 1928 (anno del suo arrivo a Pechino) in poi l'insegnamento di questa preziosissima arte non ha più avuto un carattere esclusivamente elitario. Alla morte di Chen Fa Ke, fu il figlio Chen Zhao Kui (1928-1981) a continuare a diffondere lo stile. Così, grazie al grandioso contributo di molti eccellenti maestri, il Tai Chi si è potuto evolvere e migliorare, dividendosi in molti diversi stili provenienti direttamenti da quello della famiglia Chen. Oggi i cinque stili più importanti che affondano le loro origini nel Tai Chi della famiglia Chen sono: il Yang (di Yang Lu Chan), il Wu (di Wu Yu Quan), il Wù (di Wu Yu Xiang) ed il Sun (di Sun Lu Tang).
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CARATTERISTICHE DEL TAI JI QUAN

Il Tai Ji Quan è un'antica arte marziale cinese che affonda le sue radici nella filosofia Taoista e si ispira ai principi dello yin e dello yang.
Tramandato segretamente per generazioni ha conservato tutti i "segreti" per
acquisire la vera forza, un traguardo sempre ambito e perseguito dai sinceri
praticanti di ogni arte marziale. Il praticante di Tai Ji è totalmente
impegnato nella ricerca dell'equilibrio tra mente e corpo. La sua pratica
costante disciplina la mente, rafforza il corpo e sviluppa la forza energetica
(qi). Il Tai Ji Quan si pone, come sistema di combattimento, al di sopra degli
altri perché fornisce un metodo che agisce direttamente sull'energia interna
(per questo motivo è chiamato stile interno), in grado di sconfiggere
qualsiasi applicazione della forza (forza fisica, muscolare) impiegata
nelle altre arti marziali. Il Tai Ji Quan è l'insieme delle esperienze di generazioni di maestri combattenti che nel corso dei secoli vi hanno apportato il loro contributo creando un sistema perfetto di autodifesa e di pratica salutare basato
sull'equilibrio corpo-mente.
Possiamo dividere la pratica del Tai Ji in tre stadi, a cui corrispondono
dei principi generali:
- il rilassamento, la lentezza.
- il movimento a spirale, l'andamento costante, la respirazione.
- il mutamento, la consapevolezza, l'immobilità.
Questi stadi e le relative parti, non sono in rapporto schematico e
sequenziale, bensì in un rapporto dinamico ed interattivo: l'immobilità
non è disgiunta dal rilassamento, questo affina la consapevolezza, la
consapevolezza sviluppa la percezione del pieno e del vuoto. Il pieno e
il vuoto portano al mutamento, il mutamento genera lo yin e lo yang.
Tramite lo yin e lo yang si fa nascere la velocità dalla lentezza, il
duro dal morbido, il movimento dall'immobilità.
Naturalmente tutto ciò va fatto seguendo i due principi base degli stili
interni: il rilassamento profondo e l'attività mentale che costituiscono
il vero "cuore" dell'arte.
Il rilassamento, sia muscolare che mentale, è il requisito che sta alla
base della pratica del Tai Ji. Esso è il giusto equilibrio dinamico fra
tensione e distensione, tra passività e attività.
La vera padronanza del proprio corpo nasce dalla capacità di passare
volontariamente dell'attività alla passività e viceversa. Questo si
chiama "dominio cosciente", e fa si che il corpo fluisca liberamente da
uno stato all'altro come l'acqua, che senza mai perdere la sua natura,
"fluisce" dallo stato solido a quello liquido e da questo a quello di
vapore in un movimento dinamico e continuo che si ripete all'infinito.
Questa capacità di "fluire" da uno stato all'altro conferisce forza,
energia e potenza.
Il dominio della mente, cosciente, fa nascere il duro dal morbido, la
velocità dalla lentezza, la forza dalla cedevolezza.
L'alternarsi dinamico tra tensione e distensione garantisce il buon
funzionamento del nostro corpo, rende sciolti i movimenti, allena i
muscoli a lavorare con ritmo naturale ottenendo il massimo dell'efficacia
in un tempo minimo e con il minimo sforzo.
Il rilassamento ci permette di capire nel suo significato più profondo
il principio della cedevolezza. Se tiriamo un sasso contro un vetro,
questo si romperà, anche se lo tiriamo contro qualcosa di più duro come
un muro, con ogni probabilità si scalfiranno sia il muro che il sasso.
Ma se proviamo a lanciarlo contro qualcosa in grado di cedere, di assorbire
l'urto, come può essere una spessa tenda di velluto, vedremo che la forza
di impatto del sasso viene assorbita e annullata dalla cedevolezza della tenda.
Tutta la strategia difensiva del Tai Ji è basata sul concetto che:
"il morbido vince il duro". Infatti l'attacco non viene, quasi mai,
affrontato direttamente, ma schivato, deviato, intercettato e assorbito
con tecniche e movimenti morbidi.
Nella pratica quotidiana per l'allenamento e lo sviluppo di queste abilità è importante imparare a muoversi partendo da questo principio. Infatti un'azione diventa facile da eseguire ed il movimento leggero e sciolto. Essere agili e sciolti, significa percepire i propri sforzi come applicazione globale della forza senza attriti e dispersioni, dove ogni parte ha ritrovato il ruolo che le è proprio in un'alternanza di tensione e distensione: la parte alta con la bassa, la destra con la sinistra, l'anteriore con la posteriore, il centro con la periferia. Sono come le due metà del simbolo del Tai Ji che si inseguono l'un l'altra dando origine al movimento. Se non si rispetta il ruolo yin/yang l'armonia fra le parti non sarà mai raggiunta. Possiamo concludere dicendo che come in una orchestra ogni strumento "accordato" e "suonato" insieme agli altri per ottenere un'unica e meravigliosa melodia, così nel nostro corpo ogni singolo muscolo, ogni singola articolazione, devono essere "accordati" e sincronizzati con tutti gli altri, così che esso si muova all'unisono con agilità, potenza ed energia. Questo è quello che i maestri del Tai Ji chiamano Zeng Jin o potere totale del corpo.
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IL TAI JI DELLA FAMIGLIA CHEN

Le arti marziali cinesi comprendono molte scuole, ognuna delle quali ha le proprie caratteristiche tecniche di combattimento. Quella del Tai Ji della famiglia Chen, che vanta una tradizione di oltre 300 anni, conserva ancora le sue caratteristiche originali.
Grazie alla sua tecnica di combattimento efficace, il Tai Ji della famiglia
Chen è una delle migliori scuole di arti marziali. Un maestro di Tai Ji della
famiglia Chen è capace di affrontare qualsiasi tipo di avversario con una
tecnica valida.
Nell'insegnamento dello stile Chen gli allievi possono integrare le loro capacità
sulla base delle tre armonie classiche: intento della mente, potenza interna
e abilità fisica. La pratica del Tai Ji, per l'autodifesa o per la salute,
richiede una disciplina che può sviluppare le abilità fisiche fino ad un livello
molto elevato, riuscendo poi a mobilitarle con l'energia e a indirizzarle
con l'intento della mente, tenendole nel contempo dinamicamente in armonia.
Questi principi e la dinamica delle tre armonie sono insiti in tutti i principali
stili di Tai Ji. Lo stile Chen è rinomato per il ricco repertorio di potenti
ed energetiche applicazioni tecniche che ne fanno un'autentica arte marziale.
L'attuazione delle tre armonie inizia con l'allenamento del corpo secondo
i principi del Tai Ji per renderlo più coordinato ed efficiente. Tramite
un corretto addestramento di base della potenza, le capacità fisiche del corpo,
di solito molto limitate per la maggior parte delle persone, possono essere
grandemente migliorate. Ciò implica una corretta pratica della forma, speciali
tecniche di addestramento della potenza e il coordinamento dei gruppi muscolari
perché lavorino assieme in un modo finemente messo a punto. Lavorando con
la struttura fisica del corpo, la potenza fisica può essere accresciuta del
40-60 per cento. Ma per ottenere questo è presupposto essenziale il rilassamento.
"Purtroppo" la maggior parte delle persone non riesce a ottenerlo. Se non
si comprende il significato di "rilassamento" non ci si può sbarazzare delle
tensioni esterne che esistono nei muscoli nei tendini e nelle articolazioni.
L'energia interna deve essere in grado di espandersi e crescere per poter
diventare potente. Lo Yi, o mente, deve essere sviluppato anch'esso
in modo che il suo intento e la sua intensità possa sviluppare l'energia,
o come applicazione di un'arte marziale o per stimolare il corpo nei suoi
compiti quotidiani. Questo processo deve essere affinato in modo che la mente
possa dare istruzioni al corpo e alla potenza interna con la stessa facilità
con cui ci indirizza nella guida di un'automobile.
Il Tai Ji Jing, o potenza interna del Tai Ji, richiede che
l'intero corpo e la potenza della mente siano impiegati, per sprigionare l'energia
esplosiva, da un corpo sciolto e rilassato. "Prima di emettere la forza devi
essere sciolto e vivo e poi mettere l'intera potenza del corpo in un unico
punto". Per coloro che non praticano lo stile Chen è molto difficile comprendere
la potenza interna e il suo modo di muoversi e la maniera in cui funziona
il proprio corpo fisico. Un altro aspetto dello sviluppo della potenza interna
è lo sviluppo della potenza del qi: "Dobbiamo avere la potenza
interna della respirazione interiore per rafforzare la potenza interna ed
essere in grado di muoverla ed espanderla. Una volta sviluppata questa potenza
del qi interna, o potenza di respirazione, la mente dirige per prima, la potenza
del qi viene dopo e la potenza fisica armonizza con il loro movimento e lo
accompagna". La potenza del qi viene dall'addestramento della respirazione.
L'addestramento della respirazione interna aiuta a sviluppare l'autentica
forma. Aiuta ad avere il corpo in grado di espandersi e contrarsi, e per il
torace e lo stomaco di essere in grado di piegarsi. Nello stile Chen c'è molta
attenzione allo sviluppo della potenza della respirazione interna. La potenza
del qi richiede l'uso dei muscoli situati in profondità e sono questi muscoli
del profondo interno a muovere il corpo: "In seguito, quando i muscoli interni
saranno ben addestrati, i muscoli esterni si muoveranno in armonia. Ma se
si addestrano solo i muscoli esterni non si potrà mai ottenere la potenza
interna".
Nella Collezione di Scritti sul Quan e sugli strumenti marziali del
Tai Ji Quan della famiglia Chen si spiega : "Durante gli esercizi del Tai
Ji Quan si devono coordinare bene la mente, le azioni e la respirazione".
La mente, il fattore più importante, comanda tutte le azioni e concentra tutte
le energie. Solo coordinando la respirazione si possono compiere le azioni
in maniera continua e armoniosa e rafforzare il fisico.
Come osservare l'insegnamento del maestro:
osservare il maestro è molto importante per un allievo che ha appena
cominciato a studiare un'arte marziale. Per trarre il massimo
profitto dall'osservazione si consigliano i seguenti metodi:
- Osservare attentamente tutti i movimenti del maestro, chiarendosi
tutti i procedimenti.
- Fare attenzione alla combinazione dei movimenti delle varie parti del corpo, alle posizioni corrette, alle linee dei movimenti, ai passi in movimento e alla fine dei movimenti. Soprattutto, fare attenzione ai particolari.
- Fissare bene alcuni movimenti, riconoscere il coordinamento delle
azioni (movimento-quiete; quiete-movimento; movimento-movimento) e
conquistare il ritmo nella velocità, nella forza e nell'elevazione dei
movimenti.
- Osservare le azioni più importanti e difficili da imparare, ascoltare
con attenzione le spiegazioni del maestro e cercare di capire l'eventuale
problema da soli.
- Confrontare i movimenti corretti e quelli non corretti e capire il
proprio problema.
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COME REGOLARE LA PRATICA GIORNALIERA DEL TAI JI

L'esperienza acquisita nella pratica ci insegna che la stanchezza è un
importante segnale che sia il cervello sia il cuore hanno bisogno di
riposo. In tal caso, si deve interrompere per evitare una stanchezza
eccessiva. Se si ha un grande interesse per il Tai Ji si deve fare
autocontrollo seguendo i metodi seguenti.

1- Si può ottenere anche un effetto terapeutico, interrompendo ogni
tanto gli esercizi.
2- La durata, la velocità dei movimenti, la posizione del corpo più
o meno alta, la quantità delle ripetizioni determinano l'effetto o
positivo o negativo di un esercizio.
3- Se dopo un esercizio ci si sente meglio fisicamente, si mangia
con appetito e dopo una notte di sonno non ci si sente stanchi, vuol
dire che l'allenamento è stato corretto. Il contrario vuol dire che
è stato troppo pesante.
4- Una persona sana può praticare il Tai Ji per un'ora al giorno. I
principianti o le persone fisicamente deboli devono regolarsi secondo le proprie
condizioni fisiche. Comunque, si deve regolare l'intensità degli allenamenti
caso per caso seguendo le indicazioni suddette.
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IL DAO DEL TAI JI QUAN, SENZA DUBBIO UNA DELLE ARTI MARZIALI ADATTE AL NOSTRO TEMPO

E' sempre più conosciuto anche fra chi le arti marziali
non le conosce e non le pratica. Ma questa popolarità ha creato anche
confusione contribuendo a dare un'immagine deformata e lontana dalla realtà.
Infatti l'ottanta per cento delle persone che vogliono praticare Tai Ji pensa
che si tratti di un metodo di rilassamento. Questo è proprio un peccato
perché il Tai Ji è un'arte marziale davvero efficace e poderosa,
con una dimensione assai più profonda degli altri sistemi di combattimento.
Ma come trovare il vero Tai Ji? E soprattutto come evitare di farci propinare
un prodotto esclusivamente commerciale che niente ha a che vedere con l'arte
marziale? Essendo un praticante ed esponente dell'autentico e concreto Tai
Ji, ho voluto scrivere queste righe per dare alcuni consigli utili a tracciare
alcune linee guida che possano aiutare a riconoscerlo con attenzione e consapevolezza.
Cominciamo con qualche indicazione.
La maggior parte dei libri e dei "manuali" in circolazione
sul Tai Ji sono assolutamente inutili come mezzi di apprendimento e portano
soltanto ad un'idea assolutamente diversa da ciò che è veramente
il Tai Ji. A parte alcuni classici la cui consultazione è quasi d'obbligo,
tutto il resto è rappresentato da manualetti fotografici, tavolette
cinesi su Chang San Feng e famosi ed incomprensibili testi che parlano di
Yi Jing, teoria dei 5 elementi, raffinazione del Qi, lavaggio del midollo
osseo e simili astrusità che non aiutano affatto a trovare una buona
scuola o un buon insegnante. Se si pensa poi che la maggior parte delle persone
crede che il Tai Ji sia un metodo per rilassarsi o per fare meditazione e
che la forma si pratichi solo per partecipare a gare o dimostrazioni, come
si può trovare qualcosa di originale, autentico e valido? Eppure è
di questo che si pasce tutta la popolazione pseudo-marziale new age che con
questa convinzione giustifica il tempo che passa a giocare a fare Tai Ji.
Veniamo ora a qualche osservazione molto generale sugli aspetti
principali del Tai Ji, nonché sulla differenza sostanziale tra i vari
stili. Devo però premettere che tratterò solo di tradizionale
o classico; infatti anche se ci sono molti sempliciotti che cercano il vero
Tai Ji Quan negli istituti di educazione fisica cinesi e nelle forme da
competizione, ormai si sa abbastanza per relegarli esclusivamente in questi
contesti senza altre pretese.
Cominciamo col dire che ogni arte marziale, in generale, ha due aspetti: uno tecnico marziale, ed uno energetico, sempre.
Se uno dei due manca, l'arte non è completa, quindi ATTENZIONE!
Nel Tai Ji Quan i movimenti corrispondono sia a delle applicazioni
tecniche di combattimento che ad un lavoro interno che stimola le strutture
energetiche del corpo umano. Vediamo quindi di identificare quelli che sono
i punti cardinali del Tai Ji Quan come arte estremamente efficace:
Il primo punto è che il Tai Ji, attraverso la pratica
costante e corretta della forma, porta alla capacità di muoversi
in maniera connessa, che vuol dire a sua volta, alla capacità di
allineare la struttura del corpo (articolazioni, tendini, legamenti, muscoli).
Il secondo punto, che è la giusta conseguenza del
primo, è che il Tai Ji sviluppa grazie al lavoro interno e all'uso
totale ed integrato del corpo, la capacità di esprimere una particolare
energia esplosiva chiamata Fa Jin. Tale energia dà
la capacità di portare colpi da una distanza ridottissima, o addirittura
da distanza zero, ed ha la capacità di essere una energia vibratoria
e non percussiva. In tale modo riesce a penetrare il bersaglio senza fermarsi
sulla superficie.
Il terzo punto è che il lavoro interno di rilassamento e sensibilizzazione
energetica e percettiva porta il corpo ad una capacità reattiva molto
più veloce e raffinata di quella normale, e che tale sensibilizzazione
rende possibile, con l'integrazione di opportuni esercizi, l'assorbimento
dei colpi al busto e alle gambe.
Abbiamo dunque delineato alcune caratteristiche di quello che è il vero
Tai Ji e di come esso posa rendere un suo praticante: rilassato, ma con una
velocissima capacità di reazione, serie fulminee di colpi esplosivi tirati
anche da minima distanza, movimenti pieni e potenti ed una buona capacità
di assorbimento dei colpi.
Vediamo ora come arrivare a questi risultati; la cosa fondamentale e di rifuggire
dal commerciale o da ciò che si prolunga eccessivamente nel tempo. Bisogna
domandarsi il motivo della pratica e porgersi domande: perché vogliamo
praticare Tai Ji? Quali risultati vogliamo raggiungere praticando un'arte marziale?
Se studiamo il Tai Ji con l'illusione, o il desiderio di voler praticare un'efficace
arte di combattimento è bene, dopo qualche anno di seria pratica, chiedersi
con sincerità se riusciamo a far volare via di almeno due metri una persona
del nostro stesso peso con una spinta, se riusciamo a ricevere un colpo al corpo
senza troppo disagio, se riusciamo a tirare un colpo a distanza zero, e soprattutto
se riusciamo a sostenere un vero combattimento con un avversario serio usando
le tecniche del nostro Tai Ji. In caso contrario è bene analizzare con
chiarezza la nostra pratica e riconoscerla per quello che è: una ginnastica
dolce, un sistema meditativo, o ahimè un gioco, ma mai un'arte marziale.
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