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Qi Gong:l'arte di nutrire la vita


Il concetto di "Qi" e di "Qi Gong" - Alla ricerca dell'immortalità - Il Qi Gong nelle Arti Marziali Cinesi - Il Qi Gong Terapeutico - La Respirazione e il Qi Gong - Gli Stili di Qi Gong -


IL CONCETTO DI "QI" E DI "QI GONG"
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Il termine qi (o chi) fin dai tempi più antichi, possedeva molti significati, il più comune dei quali era "aria", "respiro", ma per i medici e i filosofi dei regni combattenti (475-221 a.C.) età d'oro del pensiero filosofico classico cinese aveva un significato ben più profondo, era l'elemento vitale fondamentale, il "soffio" che animava ogni forma di vita; per questo gli occidentali amano spesso tradurre qi come "energia vitale" o "soffio vitale".
Gong (o Kung) significa "lavoro, risultato, abilità". Qigong è il lavoro sul qi o il risultato, l'abilità che deriva dall'utilizzo di questo. Possiamo quindi intendere il Qi Gong come un "lavoro sull'energia". Dato che l'energia per vivere l'otteniamo dall'aria attraverso la respirazione, ci rendiamo conto di come aria ed energia siano interdipendenti anche per l'uomo occidentale. Nella concezione cosmologica cinese l'uomo interagisce costantemente col mondo circostante di cui è prodotto e parte integrante. La pratica del Qi Gong serve appunto a nutrire questo qi, a rafforzarlo e a migliorarne la circolazione all'interno del corpo.

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ALLA RICERCA DELL'IMMORTALITA'
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Le tecniche del Qi Gong sono state sviluppate con grande attenzione dagli asceti taoisti cinesi quale metodo per raggiungere la purificazione spirituale, fisica ed infine l'immortalità.
Secondo le loro concezioni l'uomo è animato da un "soffio vitale primordiale" (yuanqi) che si ottiene in quantità limitate dai genitori al momento della nascita. Questo soffio vitale può aumentare o diminuire nel corso della vita e se si esaurisce sopraggiunge la morte.
Conservandolo, nutrendolo e purificandolo si può giungere all'immortalità. Le tecniche atte a questo scopo furono assorbite e sviluppate da alcune scuole Taoiste che le definirono Nei Dan (alchimia interna) in quanto producevano una "trasformazione" all'interno del corpo senza far ricorso all'ingestione di droghe particolari Wai Dan (alchimia esterna). Molte di queste concezioni ed esperienze furono alla base dello sviluppo del Qi Gong terapeutico.

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IL QI GONG NELLE ARTI MARZIALI CINESI
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Lo studio del Qi Gong ha interessato non solo gli asceti ma anche i professionisti delle arti marziali che lo utilizzarono quale speciale metodo d'allenamento per migliorare doti quali resistenza, forza, agilità, concentrazione, determinazione, ecc...
Dalla fusione dei concetti e delle tecniche del Qi Gong con quelli del pugilato cinese nacquero le scuole interne Nei Jia, così chiamate proprio perché basate su un allenamento di tipo "interno" Nei Ji Gong. Anche le scuole esterne Wai Jia contemplano spesso esercizi di Qi Gong, ma questi rimangono staccati dalla tecnica marziale ed allenati separatamente.
Molto comuni sono ad esempio gli "esercizi per la durezza" (Ying Gong), finalizzati all'irrobustimento del corpo. Da questo particolare settore del Qi Gong nascono le credenze popolari sull'invulnerabilità di alcuni guerrieri cinesi. Ancora oggi gli esperti di Ying Gong danno dimostrazioni pubbliche nel corso delle quali si fanno frantumare addosso o in testa mattoni, lastre di pietra o cemento, spezzano lance con la gola o immergono le mani nell'olio bollente senza riportare alcun danno.
Il Qi Gong allena al controllo del corpo e della mente, per questo induce cambiamenti sullo stato di salute della persona. In particolare elimina le turbe emozionali e migliora lo stato fisiologico e biochimico dell'organismo. Il rilassamento, la quiete e la respirazione che caratterizzano gli esercizi di Qi Gong, riducono progressivamente la tensione nervosa della corteccia cerebrale e questo si riflette sull'intero corpo contribuendo al riposo, al recupero funzionale e alla regolarizzazione dell'organismo. Una volta raggiunta la normalizzazione graduale, il consumo energetico diminuisce ed aumenta la resistenza fisica.
Il Qi Gong non richiede doti fisiche particolari ed è per questo adattabile anche a persone anziane o deboli di salute. Negli ospedali cinesi, oltre ad essere impiegato nella cura delle malattie, viene anche insegnato ai pazienti come mezzo per preservare la salute e per ristabilirsi durante la convalescenza dopo una malattia.

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QIGONG TERAPEUTICO
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Fin dall'antichità più remota, le testimonianze storiche più antiche risalgono al V sec. a.C. un settore importante del Qi Gong è stato quello della terapeutica. Alcuni esercizi di Qi Gong sono da sempre finalizzati alla ricerca della salute e alla lotta contro le malattie, una tradizione antichissima in oriente che è giunta fino ai giorni nostri.
Numerosi istituti cinesi hanno condotto una serie di ricerche sempre più approfondite sui meccanismi d'azione del Qi Gong.

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LA RESPIRAZIONE E IL QIGONG
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E'stato appurato che la respirazione, uno dei punti chiave del Qi Gong, si modifica con l'allenamento e passa da toracica ad addominale, da superficiale a profonda, col risultato di aumentare la capacità polmonare, stimolare il metabolismo e la circolazione sanguigna e linfatica.
Tramite il massaggio degli organi addominali esercitato dal diaframma si stimola la peristalsi, la riduzione del ristagno del sangue nelle viscere, la regolarizzazione del sistema endocrino dell'apparato digerente ed il miglioramento delle funzioni digestive e di assorbimento. In occidente, dove regna una sfrenata ansia dell'apparire anziché dell'essere, cresce sempre più l'esigenza di una dimensione interiore più profonda e soddisfacente.
Il Qi Gong risponde bene a questa ricerca. Possiede un grande vantaggio sui metodi ginnici occidentali: impone al praticante una partecipazione attiva all'amministrazione del proprio corpo, una responsabilizzazione del suo stato di salute. Il ritmo lento dei movimenti favorisce concentrazione e rilassamento; il dover ricordare e ripetere serie spesso complesse di esercizi mantiene la mente vigile e attiva. L'invecchiamento si ripercuote sia sul corpo che sulla mente; quando il corpo tende a fermarsi anche il cervello lo segue e il deperimento diviene a questo punto estremamente rapido.

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STILI DI QIGONG
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Venti anni fa la medicina cinese e le sue branchie erano ancora del tutto sconosciute. Quando si sentiva parlare di agopuntura, Taijiquan, Qi Gong calava il buio totale. A complicare di più le cose sono poi i tanti stili in cui si dividono queste pratiche. Questo succede con il Qi Gong, del quale ne esistono un centinaio di tipi diversi, e il diverso modo di scriverlo: Qi Gong, Chi Kung, Chi Gung che però significano la stessa cosa: lavoro sull'energia Qi, Chi (energia) Gong, Kung, Gung (lavoro). Fortunatamente però tutti questi stili possono essere divisi in due gruppi principali: via del fuoco e via dell'acqua o, rispettivamente Qi Gong duro o morbido.
Il primo si basa sul concetto di dirigere con respirazioni forzate e forza della mente il flusso del Qi, l'energia vitale che regola tutte le nostre funzioni, favorendone la circolazione lungo i meridiani energetici del corpo. Gli effetti sono spesso rapidi e talvolta danno sensazioni di grande potenza. Tuttavia esiste il rischio di creare delle sensazioni illusorie e degli eccessi di flusso di Qi negativi sul nostro equilibrio energetico.
Il secondo invece si basa sul concetto che il corpo è dotato di un'intelligenza propria: con delle tecniche di rilassamento delle tensioni si aprono dolcemente i blocchi e il Qi trova da solo la strada più appropriata, su misura per ognuno di noi. Il Qi Gong della via dell'acqua, o morbido, deriva dalla pratica Taoista: seimila anni di storia e di esperienza. Diversamente da molti altri tipi, questo Qi Gong contiene tutti gli elementi fisici ed energetici del Taiji, presentandosi come la preparazione ideale a un Taiji che non voglia essere solo "forma".
E' nato molto prima, e non è un arte marziale: per i suoi movimenti semplici è adatto a chiunque voglia efficacemente prendersi cura della propria saluta, divertendosi, ma senza l'intensa applicazione che richiede il Taiji. D'altronde è vero che il Taiji serve egregiamente alla salute come il Qigong, e quando si è imparato bene, forse il Qigong non serve più. Ma visto che i cinesi dicono che nel Taiji non si smette mai di imparare, quando si dovrebbe smettere di praticare Qigong?

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